Durata dell'incarico dell'amministratore.

Inviato da claudio.gangemi il Mar, 03/10/2020 - 17:09

Il comma 10 dell'articolo 1129 del codice civile stabilisce che “L'incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata….”, per cui la durata della carica è su base annuale in riferimento alla data della nomina, e non in base all'anno solare. Secondo quanto prevede la norma, l'amministratore non è tenuto a presentarsi dimissionario ogni anno, a meno che non lo richiedano i condomini, ma deve sottoporre all'assemblea la revoca o il rinnovo ogni 24 mesi.

È pur vero che la norma dell’art.1129 CC ha dato luogo a un contrasto interpretativo così sintetizzabile:

  • Secondo una prima interpretazione, la nuova norma mantiene ferma la durata annuale e prevede che l'amministratore, al termine del primo anno di incarico, in assenza di dimissioni o di espressa volontà di revoca da parte dei condomini, non dovrà inserire all'ordine del giorno il punto relativo alla sua conferma, in quanto si intenderà rinno­vato tacitamente e svolgerà così, un secondo anno di incarico nella pienezza dei suoi poteri (c.d. 1 + 1); al termine del secondo anno di incarico, però, tale rinnovo tacito non sarà più operante e l'amministratore dovrà necessariamente inserire all'ordine del giorno apposito punto relativo alla sua nomina. Nel caso di specie, il biennio era scaduto nel mese di giugno 2018.
  • Secondo altra tesi, vi sarebbe un automatico rinnovo dell'inca­rico dell'amministratore di anno in anno, senza alcuna soluzione di continuità, in assenza di dimissioni o di revoca da parte dell'assemblea dei condomini per cui l'amministratore in sede di convocazione annuale dell'assemblea non dovrà inserire all'ordine del giorno apposito punto relativo alla valutazione da parte dell'assemblea del proseguimento o meno del rapporto, fatta sempre salva la possibilità, per l'assemblea dei condomini, di revo­care l'amministratore in ogni tempo. Tuttavia, affinché il rinnovo tacito sia valido ed efficace, è necessario che - ai sensi dell'art. 1129 c.8 CC - non solo che l'amministratore, all'inizio del nuovo periodo di mandato, indichi analiticamente il proprio compenso e tutte le altre notizie di cui all'art.1129 c.2 CC (a pena di nullità) ma anche che tale com­penso sia analogo a quello pattuito all'atto della nomina iniziale, in quanto il contratto di mandato si rinnova automaticamente solo se ri­mangono invariate le condizioni preesistenti.  

Orbene, ritengo più aderente al dettato normativo e più rispettosa della volontà assembleare espressa la prima interpretazione in quanto , accedendo alla seconda interpretazione, si va a privilegiare una continuità dell’incarico fidando solo sull'inerzia dell’assemblea che omette di revocare l’amministratore.